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Differenze colori corallo

Corallo rosso, rosa o bianco. Quali le differenze?

In quest’articolo ci soffermeremo sulle numerose varietà di corallo esistenti in natura e le loro differenze. Il più noto è senza dubbio il corallo rosso. Subito dopo, seguono il corallo bianco e il corallo rosa. Ma quali differenze intercorrono tra queste tre tipologie di corallo?

Al mondo esistono ben 1200 specie diverse di corallo. In un prossimo articolo tratteremo la differenza tra corallo e barriere coralline. Qui cercheremo di far comprendere la differenza tra i vari tipi di corallo usati in gioielleria.

Il corallo rosso, il più noto

Il corallo è quello che può far nascere maggiori ambiguità, in quanto è presente sia nel Mar Mediterraneo e sia nell’Oceano Pacifico. In base alla zona di raccolta il corallo rosso presenta caratteristiche distinte.

Il corallo rosso del Mediterraneo si differenzia in maniera marcata dai coralli asiatici. Il suo nome scientifico è Corallium Rubrum ed è presente lungo tutte le coste del Mar Mediterraneo, in Paesi quindi come Italia, Spagna, Francia, Marocco, Algeria, Tunisia, Grecia, Croazia.

Ogni Stato applica rigide norme che ne regolano la pesca e non sono rari i blocchi momentanei della raccolta, durante la cosiddetta “rotazione dei banchi”. La collocazione geografica di origine del corallo ne modifica l’aspetto, il colore e la conformazione. A differenza del corallo rosso del Mediterraneo, i coralli asiatici possono essere suddivisi essenzialmente in due specie, il Corallium Elatius e il Corallium Japonicum.

Il corallo rosso che nasce e cresce lungo il Mar Mediterraneo si distingue soprattutto dall’assenza della venatura bianca all’interno del ramo, tipica del corallo dei mari asiatici. Questo è uno degli aspetti fondamentali per un’iniziale distinzione del corallo, soprattutto per le persone inesperte. Quando il corallo presenta anche solo una macchiolina bianca, si potrà escludere con particolare certezza che esso possa essere autentico corallo rosso del Mediterraneo.

Solitamente questa macchia di colore bianco è presente nella parte sottostante dei tagli a spola o, nel caso di collane, nella parte interna del pallino, dove è presente il foro.

Tra i 3 tipi di corallo rosso citati, la tipologia con la gamma di colori più variegata è costituita dal Corallium Elatius, noto volgarmente come Corallo Cerasuolo, dalla cerasa, dialetto napoletano per “ciliegia”. Questo tipo di corallo è presente in diversi colori, dal bianco al rosso scuro, passando per le tonalità rosa e aranciate.

Per il corallo mediterraneo si contano circa 8 nuance di colore, dal rosso chiaro a quello scuro.

Il Corallium Japonicum presenta raggiunge una tonalità di rosso molto intenso, ma anch’esso è presente anche in altre tonalità.

 

Il corallo rosa e il corallo bianco

Il corallo rosa ed il corallo bianco sono entrambi coralli di origine asiatica. I nomi scientifici sono rispettivamente: corallium secundum e corallium konjoi .

Il corallo bianco e quello rosa non sono originari del Mar Mediterraneo e sono disponibili in natura in tantissime varietà diverse, spaziando dal bianco latte al bianco avorio per il corallo bianco e dal rosa salmone a un rosa tenue per il corallo rosa.

Le colorazioni differenti dipendono ancora una volta dalla zona in cui il corallo viene pescato. Il corallo bianco e quello rosa si trovano in Cina, Giappone e a Taiwan.

Un falso mito: la “Pelle d’Angelo” (in Inglese Angel Skin)

Non è raro che alcuni clienti possano chiedere la valutazione di gioielli in corallo rosa ricevuti in eredità. Spesso in questo caso si parla della cosiddetta “pelle d’angelo”, in realtà non tutti i coralli rosa rientrano in questa categoria. La Pelle D’Angelo rientra nella famiglia dei corallium elatius ed è molto raro da trovare. La sua colorazione è un rosa intenso e molto compatto. Per questi motivi il corallo rosa Pelle d’Angelo raggiunge costi davvero elevati.

Produzione cammei in serie

I cammei su conchiglia sono fatti con il pantografo?

Una delle domande più comuni che ci vengono poste dalla clientela che si rivolge alla nostra ditta specializzata nella lavorazione del corallo e del cammeo a Torre Del Greco è:

“I cammei su conchiglia sono realizzati con il pantografo?”

Niente di più sbagliato! I cammei in conchiglia non possono essere realizzati né impiegando il pantografo, né i nuovi dispositivi tecnologici quali le stampanti 3D. Ciò è da ricondursi alla particolare delicatezza e alla conformazione naturale della materia prima. Le conchiglie più comuni impiegate per la produzione dei tipici cammei di Torre Del Greco sono la Cassis Rufa e la Cassis Madagascarensis. Entrambe le conchiglie si distinguono per il colore differente.

I cammei in conchiglia

La Cassis Rufa presenta un fondo più rossiccio, la seconda invece è caratterizzata da un fondo marroncino. La prima è comunemente nota come corneola, mentre la Cassis Madagascarensis è conosciuta come sardonica. Entrambe le conchiglie presentano una forma tondeggiante.

È qui che è concentrata la risposta alla domanda se i cammei in conchiglia siano realizzati con pantografo o no: presentando una superficie tondeggiante e non piatta, non è possibile utilizzare strumenti automatici per la loro incisione.

Il pantografo e le stampanti 3D

Il pantografo, così come le stampanti 3D, non sono assolutamente una soluzione economica per l’incisione dei cammei. In particolare, in riferimento al pantografo, sarebbe necessario impostare e programmare la macchina per ogni cammeo, riportando l’esatta curvatura della superficie della conchiglia impiegata.

Tale pratica allungherebbe di molto i tempi per la realizzazione di un cammeo, rivelandosi assolutamente poco economica.

Ancora una volta, la bravura e la maestria del cammeista, così come vuole la tradizionale lavorazione dei cammei di Torre Del Greco, è la soluzione ottimale.

Ciò è un’ulteriore prova dell’unicità e dell’originalità dei cammei su conchiglia, assolutamente impossibile da replicare in maniera uguale.

Come lucidare il corallo

Lucidare il corallo con l’olio: un falso mito?

Sei in cerca di idee e consigli per lucidare il corallo? Non di rado può capitare che un gioiello di corallo nel tempo perda la sua naturale lucentezza e una patina opaca lo rivesta, nascondendo tutto il suo splendore.

Spesso clienti, appassionati e altri gioiellieri ci chiedono come lucidare il corallo nella maniera più adeguata, senza rischiare di danneggiare irrimediabilmente il proprio gioiello. Uno dei “metodi della nonna” di cui spesso si sente parlare è quello di lucidare il corallo con l’olio. Sicuramente il liquido viscoso, in piccolissime quantità, meglio se messo su un panno di cotone leggero, aiuterebbe a donare almeno temporaneamente un aspetto più lucente, ma senza ombra di dubbio la scelta più adeguata per lucidare il corallo, è quella di rivolgersi a degli esperti, che provvederanno a pulire il corallo senza danneggiare il materiale prezioso e l’intero gioiello.

Come pulire il corallo bambù

Che sia corallo bambù o il più pregiato momo coral, nel nostro blog ne abbiamo parlato ampiamente, fornendo utili consigli su come pulire il corallo. In particolare, esistono diversi metodi e non mancano alcune tecniche fai da te. È consigliabile però rivolgersi a una ditta che esegue il servizio di pulizia e lucidatura corallo per poter avere le certezza che il gioiello venga adeguatamente maneggiato e lavorato.

Lucidatura corallo rosso

È meglio lasciar perdere paste abrasive e altro disponibile in commercio per la pulizia del corallo. Si consiglia vivamente di ricorrere all’efficacia del servizio di lucidatura corallo rosso, che al giorno d’oggi alcune aziende specializzate mettono a disposizione della clientela.

Anche la nostra ditta esegue il servizio di lucidatura di corallo rosso e altri tipi di corallo, effettuando la pulizia di ogni  tipologia di gioiello per clienti in tutta Italia.

Per informazioni sul nostro servizio di lucidatura corallo, è sufficiente compilare il modulo di contatto presente in questa pagina o contattarci via WhatsApp per ricevere una risposta immediata.

Quanto vale il corallo?

“Quanto vale il corallo?”

è un’altra delle domande che ci vengono poste molto spesso da clienti e curiosi. Non esiste una regola per stabilire l’esatto valore del corallo, perché molteplici sono le incognite.

Prima di tutto occorre fare una distinzione obiettiva dei vari tipi di corallo disponibili in commercio:

Corallo Rosso Mediterraneo (nome scientifico Corallium Rubrum): è il corallo presente in tutto il Mediterraneo, di colore Rosso ma con diverse tonalità in base alla zona di pesca.

Corallo Cerasuolo (nome scientifico Corallium Elatius): è un tipo di corallo presente nelle aree della Cina e del Giappone. La gamma di colore è molto ampia, perché si parte da un rosa scuro fino ad arrivare ad un colore rosso scuro, passando per colori aranciati.

Corallo Bianco e Corallo Rosa (nome scientifico Corallium Secundum): è una varietà di corallo presente sempre nelle aree della Cina e del Giappone. Il colore varia dal bianco al corallo rosa.

Corallo Moro Giappone (nome scientifico Corallium Japonicum) definito anche Aka: è un corallo presente soprattutto lungo le coste Giapponesi e dell’isola di Taiwan, ha la caratteristica di avere un colore rosso molto scuro.

 

Come determinare il valore del corallo

Altri elementi utili a determinare il valore del corallo sono:

Qualità: un detto antico dice che del corallo non si butta via niente. Anche se è bene precisare che non tutto il corallo sia di prima qualità. Questo aspetto è molto importante per determinare il valore del corallo

Grandezza: così come accade per i diamanti, anche il corallo avrà maggior valore maggiore sarà la sua grandezza . In base a questo fattore il prezzo può aumentare in maniera esponenziale, ovviamente con le dovute proporzioni. Ad esempio, una misura di mm 8 risulta essere una misura piccola per i coralli asiatici, ma corrisponde a una misura media per il corallo Rosso Mediterraneo. Questa differenza dipende dalla natura del corallo e dalla profondità in cui il ramo di corallo viene pescato.

Colore: sebbene ogni tipologia di corallo abbia il proprio colore, tendenzialmente i colori più carichi e più scuri hanno un valore economico più alto.

Per scoprire quanto valga una collana di corallo rosso o per ricevere una valutazione obiettiva e rapida, compila il modulo di contatto o scrivici su WhatsApp.

 

Come lucidare gioielli in corallo o cammei

Abbiamo visto in 2 post precedenti come si lucida il corallo  e come si lucida il cammeo, ma

Come si lucidano i gioielli con corallo oppure con cammei?

Ogni settimana purtroppo ci troviamo davanti a questo problema.Non tutti sanno che il corallo e i cammei, così come altre pietre preziose, non possono subire i trattamenti di lucidatura del metallo .

Capita così che spesso ci arrivino, nella nostra sede di Torre Del Greco, gioielli in corallo o con cammei, che hanno subito trattamenti galvanici oppure spazzolati con la stessa spazzola del metallo. Ciò comporta la perdita totale di lucentezza, nel caso migliore. Nel caso peggiore, soprattutto per il corallo, lo shock della galvanica comporta un’alterazione del colore originale del materiale e in alcuni casi anche la rottura del pezzo stesso.

Come fare per ripristinare il corallo o i cammei

Due sono le strade. La prima è costituita dallo smontare il corallo o il cammeo dal gioiello: questa soluzione non è sempre percorribile, soprattutto per gioielli molto complessi. Ma dove è possibile (ad esempio, gioielli con le griffe) il lavoro risulterà molto efficiente. Infatti, il metallo subirà il processo di lucidatura con spazzola oppure con l’ausilio della galvanica, a termine del quale verrà rimontato il corallo oppure il cammeo

Utilizzare una spazzola : questa soluzione è molto più delicata in quanto bisogna lucidare il metallo facendo attenzione a non toccare il corallo oppure il cammeo.

Affidati al tuo gioielliere di fiducia

Come già detto anche in altri post, ci raccomandiamo di affidare sempre questo genere di lavori a personale esperto e competente, che ti garantirà il ripristino corretto dei gioielli.

Per richiedere ulteriori informazioni, compila il modulo di contatto o scrivici via WhatsApp, ti risponderemo al più presto possibile.

Come pulire un cammeo: consigli e tecniche per un gioiello come nuovo

Così come abbiamo visto per il corallo  , anche i gioielli con cammeo potrebbero con il tempo perdere lucentezza. Molto spesso la causa principale di questo fenomeno è dovuta ad alcune cattive abitudini, abbastanza comuni tra coloro che indossano i gioielli. In particolare, se ti stai chiedendo

Come si pulisce un cammeo

Ti risponderemo in questo articolo dedicato ai consigli e con piccoli segreti sul metodo più indicato per pulire un cammeo. 

Con il tempo il cammeo potrebbe perdere la sua iniziale lucentezza, per lasciare spazio a una sottile patina di polvere o sporco. Come fare quindi per eliminare qualunque impurità dai propri cammei?

La pulizia del cammeo a casa

A differenza del corallo, per il quale scoraggiamo vivamente qualunque iniziativa personale per la sua lucidatura, per pulire il cammeo è possibile tentare di pulirli a casa, senza ricorrere necessariamente al proprio gioiellerie di fiducia. Ciò è possibile almeno quando il cammeo non presenta uno strato molto profondo di sporco. È quindi molto importante valutare in maniera obiettiva l’effettivo stato del cammeo stesso.

Come pulire il cammeo

Per procedere con la pulizia del cammeo è sufficiente utilizzare un comune spazzolino da denti con setola morbida. Lo spazzolino dev’essere inumidito con acqua e sapone delicato. Il cammeo va strofinato delicatamente. In questo modo sarà possibile cercare di rimuovere lo sporco, che potrebbe essere presente all’interno del bassorilievo. Ciò potrebbe rivelarsi necessario soprattutto se il cammeo presenta molti punti chiusi. 

Idratare il cammeo 

Dopo aver pulito il cammeo, è consigliabile idratarlo, impiegando olio idratante che comunemente viene utilizzato per i bambini. Potrebbe rivelarsi utile utilizzare un tampone di cotone con il quale strofinare delicatamente sul cammeo. Per concludere, rimuovere con un panno asciutto eventuali residui di olio. 

Per una consulenza sul metodo migliore per pulire il cammeo, compila il modulo di contatto presente in basso o scrivici via WhatsApp. 

Come si lucida il corallo. Le risposte ai tuoi dubbi

 

Una delle domande più comuni che ci vengono poste è

Come si lucida il corallo?

Il corallo pronto per la vendita presenta una particolare lucentezza e una spiccata brillantezza, che a furia di indossarlo tendono a sparire. Non di rado infatti, capita che il corallo tenda a opacizzarsi. Ciò accade molto spesso con le collane di corallo, soprattutto quando queste vengono indossate a contatto con la pelle. Sostanze acide come il sudore o le creme e i profumi svolgono un ruolo significativo nel processo di opacizzazione. 

Come fare per lucidare il corallo, riportandolo allo splendore di quando è stato acquistato? È bene affidare il proprio gioiello in corallo da ripristinare a una persona esperta, perché cercare di  ripristinare il corallo con metodi casalinghi potrebbe creare danni irreparabili. 

La mossa migliore è quella di affidarsi al proprio gioielliere di fiducia, che a sua volta saprà indirizzarti verso un esperto nella lucidatura del corallo, o lui stesso prenderà in carico l’impegno.

La lucidatura del corallo

Dopo la fase di lavorazione, il corallo è opaco. Per ottenere l’aspetto, cui tutti noi siamo abituati, viene impiegata una tecnica di lucidatura detta per sfregamento. Un tempo questa tecnica consisteva nel chiudere il corallo in alcuni sacchi, per poi sfregarlo a mano. Al giorno d’oggi vengono utilizzati dei cilindri, che ruotano elettronicamente. All’interno dei cilindri vengono inseriti tanti piccoli pezzettini di corallo, unitamente all’acqua e a un prodotto specifico. La durata di tale procedimento varia a seconda del tipo di corallo da lucidare. In alcuni casi potrebbero essere necessarie anche diverse ore. 

Questo metodo appena descritto non può essere impiegato per la pulizia di una spola su un anello o già montata su un paio di orecchini. Per evitare di smontare il corallo dalla montatura del gioiello, è possibile lucidare e ripristinare la lucentezza con una spazzola rotante con setola morbida e pulita. 

È fondamentale non utilizzare spazzole già sporche, magari impiegate per lucidare i metalli, per scongiurare l’eventualità che la spazzola stessa possa macchiare il corallo, anche in maniera irreversibile.

Come fare per prolungare la lucentezza del corallo?

  • Per cercare di allunare la durata della lucentezza del corallo, è consigliabile:
  • evitare che il corallo entri in contatto con creme o lacche;
  • dopo averlo indossato, e prima di riporlo nella propria confezione, passare un panno pulito per rimuovere qualsiasi residuo dalla superficie;
  • evitare sbalzi di temperatura, sia di caldo, sia di freddo.

 

Per ulteriori dettagli sulla lucidatura del corallo o per richiedere assistenza, compila il modulo di contatto in basso o contattaci via WhatsApp.